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L'invasione delle Locuste...
Più grande, più grosso, più cattivo: Gears of War 2 va in scena!
I due minuti di video di Gears of War 2 diffusi qualche giorno fa da Epic Games sono stati un buon antipasto, ma vedere oggi di persona - qui a San Francisco - un sempre più sorridente Cliff Bleszinski, pronto a impugnare il pad e a giocare interamente per noi il medesimo livello, in tutta la sua completezza, è stata un'esperienza da sola che valeva il viaggio. Indubbiamente "bigger & better" e quindi non necessariamente innovativo (anzi...), Gears of War 2 appare fin da questo primo contatto di circa mezz'ora come il degno successore di un blockbuster multimilionario, ancor oggi uno dei titoli di riferimento in assoluto dell'intera nuova generazione di giochi ad alta definizione.
CITTà SOTTO ASSEDIO? ARRIVANO I NOSTRI...
Gears of War 2 vede ovviamente il ritorno in scena delle Locuste da un lato, e di Marcus Fenix e compagni dall'altro, con un'ampiezza di visione (in tutti i sensi, anche letteralmente) del tutto nuova per la serie.
Se il primo Gears of War in fondo era semplicemente un'unica grande missione operata da una squadra di quattro soldati, che si dipanava in una città e nei suoi sotterranei, Gears of War 2 porta il conflitto fra umani e locuste su di un'altra scala, ancor più vasta e spettacolare. È un'intera città invasa da questi massicci alieni quella che ci aspetta, e prima di infiltrarci in essa per compiere un nuovo piano di battaglia, dovremo anzitutto raggiungerla, attraversando una bellissima vallata montana: una parte di questa marcia di avvicinamento è quanto abbiamo visto oggi in azione.
Gli umani si fanno largo verso la città con mezzi corazzati imponenti (che trasportano fra l'altro anche il nuovo "gingillo" fondamentale per avere la meglio sulle Locuste), dei giganti cingolati armati di tutto punto e presidiati da un buon numero di soldati, tra cui ovviamente anche Marcus Fenix.
Essendo "confinati" a bordo di questi grandi veicoli, l'azione risulta completamente guidata e macroscopicamente lineare, ma non per questo meno spettacolare (anzi... ne gode la regia degli eventi) e comunque mai completamente uguale a se stessa per merito soprattutto del numero degli "attori" in azione sul campo di battaglia.
Quando le Locuste si accorgono dell'avanzata umana, scatta una pioggia di bombe esplosive sputate senza tregua dai loro giganteschi mortai: primissimo obiettivo del nostro alter ego è evitare l'impatto con esse, puntandole e centrandole al volo finché sono in aria e il più possibile lontane. Segue un assalto di Locuste su mezzi volanti, una sorta di motociclette dell'aria dotate di appendici organiche e svolazzanti che tanto ci ricordano le "Seppie" di Matrix.
Ci sono poi momenti in cui s'intuisce la natura più massiccia di questo seguito, anche in termini numerici, quando per esempio dal terreno spuntano Locuste a decine e decine, frotte di nemici da impallinare il più possibile dalla nostra posizione privilegiata. E tale rimarrà per breve tempo visto che le Locuste cominceranno a scalare i possenti mezzi degli umani, portando la battaglia sulla loro sommità.
UNA CARRELLATA SULLE NOVITà
Vi è anche una fase in cui i mezzi pesanti restano bloccati e l'azione si sposta a livello del suolo e qui appare più canonica e simile a quanto visto nel primo capitolo: c'è una tana - decisamente più piccola rispetto alla voragine che vomitava folle di Locuste - da cui spuntano alcune in piccoli gruppi, e dunque ci si mette in azione (ovviamente sfruttando le coperture il più possibile) attaccandole con le quattro armi in dotazione a Marcus, granate da lancio "chiodate" comprese. Proprio qui emergono comunque alcune delle novità, in particolare un fondale di gioco maggiormente "sensibile" (con interi pezzi che si riescono a far crollare) e nello specifico è interessante notare la più marcata interattività degli elementi di copertura, che possono essere scalfiti più a fondo, risultando un riparo meno certo sia per noi sia per i nostri nemici.
Più grande, più grosso, più cattivo: Gears of War 2 va in scena!
Fra gli elementi di novità un ruolo da protagonisti sembrano averlo i Burmak, veri e propri bestioni in forza alle Locuste dotati di devastante cannone lanciamissili che portano sulle spalle: sono presenti sia in versione "standard" sia in versione ulteriormente armata a livello delle due braccia.
Abbatterli non sarà semplice, ma per quanto visto è qualcosa di veramente appagante. Spunti nuovi si registrano anche negli scontri alla distanza ravvicinata, con i nemici agonizzanti che possono essere presi di peso da terra (tasto A) e utilizzati come scudo da frapporre fra noi e il fuoco nemico: fatto il suo "dovere", la Locusta malcapitata può essere finita spezzandole il collo, mentre per i giocatori più impazienti e disinteressati all'utilizzo dei nemici come scudi "umani" avranno tutta una nuova serie di "fatality" con cui finire le Locuste morenti.
Ovviamente ricordiamo che, oltre a trattarsi di un'epica opera fantascientifica, stiamo parlando di un titolo rigorosamente 18+, dunque destinato a un pubblico adulto. A toglierci ogni dubbio in merito interviene la nuova possibilità di impugnare la motosega per duellare contro le Locuste che allo stesso modo ci hanno affrontato a viso aperto: il tutto sembra giocarsi attorno alla pressione del tasto B e se abbiamo la meglio una nuovo nemico letteralmente "affettato" andrà a sporcare l'obiettivo della telecamera con copiosi schizzi di sangue.
è ANCORA SPETTACOLO
Tecnicamente il gioco riesce a superare il suo predecessore e non era un'impresa semplice: i detrattori dello stile di Gears of War - in particolare quelli che l'hanno bollato come un titolo monocromo - potranno ora rifarsi gli occhi con la splendida vallata, una vero spettacolo dove boschi di conifere sono protagonisti, intervallati da prati verdi e torrenti. Il respiro visivo è di tutt'altra caratura rispetto al primo capitolo e la promessa è che gli ambienti vasti e aperti saranno distintivi di questa nuova produzione. Fra le conferme a livello estetico figura il ritorno del "bump mapping" super-pompato, mentre si distingue un uso sapiente e dosato della profondità di campo e in generale delle sfocature, il tutto nel contesto di un dettaglio visivo capace di candidarsi a nuovo punto di riferimento e miglior dimostrazione delle capacità dell'edizione più aggiornata, riveduta, corretta e limata dell'Unreal Engine su Xbox 360.
VARIE ED EVENTUALI
Avviandoci alla conclusione del nostro primo reportage su Gears of War 2, riportiamo alcune informazioni emerse dal botta e risposta finale con Cliff Bleszinski: il piccolo grande Lead Designer di Epic Games ha anzitutto confermato che il gioco sarà più lungo del predecessore, senza sbilanciarsi per il momento nel quantificare l'aumento di longevità previsto.
Preciso è invece il dato, 30% riguardante la porzione di gioco che - dopo l'ampio respiro di cui sopra - ci condurrà nuovamente nelle viscere della terra: c'era da aspettarselo, dato che le Locuste proprio nel sottosuolo vivono e prolificano.
Infine grandi speranze per chi ama il multiplayer cooperativo: ricordando che tutto Gears of War era giocabile in modalità co-op a due, la letterale promessa di un cooperativo più grande e migliore - condita dal sorriso godereccio di CliffyB - lascia preludere a quel che molti s'attendono, ovvero la possibilità di giocare tutta la campagna almeno in quattro: un risultato che, se confermato, ben si sposerebbe con la natura decisamente più "campale" delle battaglie previste.
Il dato di fatto finale e più importante, per tutti quanti l'aspettano, è che Gears of War sarà disponibile a novembre 2008.